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Storia della Farmacia di Asso

La Farmacia di Asso e la mia Famiglia

Dottoressa Mina Milesi – Natale 1972

Nel 1920 mio padre, il dottor Enrico Milesi, era medico condotto a Magreglio, Barni, fino a Bellagio. Percorreva in moto (una rouge multi inglese con trasmissione a cinghia) i vari paesi spingendosi qualche volta ad Asso che era diventato il centro della Vallassina. Proprietario della farmacia di Asso era il dott. Luigi Andreotti. Per ragioni di salute fu costretto a lasciare la professione e a vendere la farmacia che fu acquistata da mio padre che, essendo laureato in medicina, dovette frequentare a Camerino la facoltà di farmacia. Non so come fu presa la decisione di comprare la farmacia, ricordo però che il notaio Carpani di Asso, amico di mio padre, contribuì al progetto con un piccolo prestito.

La farmacia era in uno stabile in affitto, tra via Matteotti e via Prato, nell’edificio che poi per molti anni ospiterà l’Ufficio Postale e ad oggi il fiorista. I mobili erano laccati di rosso (non so se acquistati o fatti fare) e avevano sulle pareti stemmi della Croce Rossa. Vicino alla farmacia c’era un laboratorio molto ampio con un banco con stemmi con serpenti e uno scrittoio col registro degli stupefacenti. Il laboratorio era dotato di tutto l’occorrente per le preparazioni: piastre di marmo per le pomate, pestelli, pentole per i decotti, provette e mortai. Le bombole di ossigeno, poco maneggevoli e pesanti, venivano riempite al momento e travasate da una grossa bombola. Erano in cantina dove si teneva anche un grosso vaso con le sanguisughe, molto usate. Quasi ogni giorno bisognava rinnovare l‘acqua e pulirle accuratamente. Non ho mai capito perché i nostri fornitori le inviavano per posta e come potessero sopravvivere così tanto tempo in una scatola.

Nei cassetti del laboratorio c’erano: senna, canne di cassia, rabarbaro e manna. Servivano per un famoso decotto di china cui veniva aggiunto dell’alcool.

In un altro cassetto a scomparti si trovavano spago e carta per confezionare i medicamenti. Le polveri erano vendute nelle “cartine”, specialmente lassative, ripiegate secondo Farmacopea.

Per le supposte si metteva il medicamento nel burro di cacao sciolto, si metteva il tutto nella suppostiera e si attendeva che, raffreddando, il tutto si solidificasse. Le supposte erano uno spauracchio per noi bambini, come l’olio di ricino e l’olio di fegato di merluzzo, quest’ultimo distribuito in cucchiai negli asili.

Ricordo molto bene la farmacia che aveva una vetrina che custodiva i primi vasi di farmacia acquistati a Bellagio dall’antiquario Schubert, amico di mio padre, ancora visibili al pubblico sulla sommità degli armadi.

Fin da piccola ricordo che farmacia e casa erano una cosa sola. I familiari, grandi e piccoli, consideravano la farmacia una casa e qualificati in paese come parenti dello spiziè! Ricordo che quando frequentavo le elementari e mi prendevo sempre le matite, papà aveva tagliato un pezzetto del lapis e aveva scritto “speziè”.

Non c’era orario di chiusura, si stava aperti dalle 8 e mezza della mattina alle 8 di sera anche perché molti paesi vicino ad Asso non avevano la farmacia e le operaie dei cotonifici e delle forbici si rifornivano nelle ore di pausa. Dandosi il cambio con la farmacia Morlotti di Canzo si chiudeva a domeniche alternate.

La mamma, la Signora Maria Verri di Bellagio, contribuì sempre all’andamento della farmacia, ricordo anche una collaboratrice che si chiamava Bianca.

Nel 1934 la farmacia fu trasferita dai miei genitori nella sua sede attuale e furono comprati i mobili che ancor oggi si possono vedere nei locali di vendita e che a me han sempre fatto pensare a filtri magici e a sortilegi. La “casa-farmacia” fu progettata dall’ingegner Flavio Ravasi e l’edificio venne ristrutturato nel 2007 conservando in toto l’aspetto esterno, in particolare le decorazioni e gli infissi.

Ad Asso e in tutti i paesi si parlava esclusivamente il dialetto comasco, molto simile a quello milanese. I saltrati Rodell erano “i rudell per i pe’” e le sanguisughe “i sanguinet”.

Ogni giorno si portava al corriere di Asso un’ordinazione per un grossista di Como, il pacco di medicinali veniva recapitato in giornata in grosse casse di legno.

La farmacia di Asso di allora serviva parecchi comuni: Asso, Lasnigo, Barni, Magreglio e Civenna dove papà era conosciuto anche come medico, Visino, Valbrona. Le medicine venivano anche consegnate, per questi paesi, dagli autobus che facevano servizio nei vari comuni della Vallassina.

Quando tornavo a casa nel fine settimana e durante le vacanze da Pavia, dove stavo studiando, davo una mano ai miei genitori in negozio. Ricordo che mio papà era molto pesante per quanto concerneva la professione e lo era altrettanto la dottoressa Piera Dahò, madrina di mio fratello, il dottor Enrico Milesi, nato nel 1924. Entrambi erano estremamente precisi e pignoli, ho imparato molto da loro ma allora queste loro virtù mi pesavano un po’.

Non ricordo l’anno preciso in cui il medico provinciale pensò all’utilità di un armadio farmaceutico a Magreglio. Ricordo che mio padre mi ordinò di prendere una cassetta e di riempirla di medicinali di prima necessità. Presi la corriera e riuscii a piazzarmi in un locale in centro paese , riscaldato da un vecchio camino. Due volte alla settimana andavo a Magreglio dove avevo molti amici e coetanei. L’armadio farmaceutico del tempo di guerra è stato poi ingrandito e trasferito in un altro stabile (attuale sede della farmacia di Magreglio).

Alla morte di mio padre, nel 1960, la farmacia fu gestita da mia mamma e da mio fratello. Io l’acquistai nel 1972 e la gestii con l’aiuto di alcune mie figlie. Abbiamo avuto diversi collaboratori, tra i quali il Dottor Pietro Del Nero, marito di mia figlia Tina, che ha acquistato la farmacia nel 1986.

Ora abbiamo una nuova farmacista, mia nipote Costanza che ha portato alla professionalità un tocco moderno e più aderente alle generazioni attuali. Ha dotato la farmacia di mezzi che uniscono alla professionalità un grande dedizione. Parte della storia di famiglia si chiama farmacia a cui siamo stati “professionalmente uniti”.

Mina Milesi Argenteri, figlia del Dottor Enrico Milesi

Asso e la sua farmacia

Asso è un paesino della provincia di Como, nel Triangolo Lariano: ecco una breve e interessante guida non solo turistica sul centro abitato che ha dato il nome alla Vallassina

Guarda anche la Fotogallery della Storia della Farmacia di Asso (in allestimento).

Mina Milesi Argenteri con la “moderna e professionale” nipote Costanza Del Nero – Natale 1997
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